Incoming in Calabria

venerdì 29 gennaio 2010

Guardia Piemontese


Caratteristico borgo medioevale, Guardia Piemontese è conosciuta soprattutto come stazione termale. Le Terme Luigiane, ben organizzate e molto frequentate, sono classificate al massimo livello qualitativo ed offrono un trattamento completo e idoneo per una vasta gamma di indicazioni terapeutiche. Il centro storico ricorda con molti monumenti la strage dei valdesi avvenuta nel 1560, infatti a ricordo di ciò qui si incontra la "Porta del Sangue". Inoltre questo è un importante snodo stradale, perché dalla marina allacciata alla SS 18 , si stacca la superstrada delle Terme, così denominata perché si dirige verso le Terme di Spezzano Albanese e le Terme di Cassano, per giungere fino al mar Ionio.

Da vedere:E' inevitabile, giungendo a Guardia Piemontese, soffermarsi davanti alla Porta del Sangue il cui nome è legato indissolubilmente alla strage dei Valdesi il cui innocente sangue si riversò dal Castello fino alla porta stessa e da lì verso il mare. Ma tutta la parte centrale dell'abitato è di grande interesse storico e architettonico. La chiesa Domenicana conserva l'antico coro ligneo del XVI-XVII sec. Notevoli le iniziative a supporto del recupero della storia e della tradizione: in quest'ottica sono da visitare il Centro di Cultura "Giovan Luigi Pascale" e il Museo della Civiltà Contadina. Il belvedere di Guardia, il punto più alto è quello dell'antica Torre, è uno dei più incredibili di tutta la Calabria: nelle giornate di buona visibilità si riesce a dominare tutta la costa che va da Capo Vaticano a Capo Palinuro. Guardia Piemontese è punto di partenza di ottimi itinerari naturalistici anche di facile percorribilità.
Eventi:Il patrono di Guardia è S. Andrea Apostolo che viene festeggiato il 30 novembre. A settembre si tiene il Festival del documentario sulle minoranze, la cui prima edizione si è svolta nel 1999. La gastronomia è piuttosto ricca e, per ciò che concerne i dolci, spiccano le "pittule" e le "crocette" preparate in concomitanza con il Natale. Caratteristico borgo medioevale, Guardia Piemontese è conosciuta soprattutto come stazione termale. Le Terme Luigiane, ben organizzate e molto frequentate, sono classificate al massimo livello qualitativo ed offrono un trattamento completo e idoneo per una vasta gamma di indicazioni terapeutiche. Il centro storico ricorda con molti monumenti la strage dei valdesi avvenuta nel 1560, infatti a ricordo di ciò qui si incontra la "Porta del Sangue". Inoltre questo è un importante snodo stradale, perché dalla marina allacciata alla SS 18 , si stacca la superstrada delle Terme, così denominata perché si dirige verso le Terme di Spezzano Albanese e le Terme di Cassano, per giungere fino al mar Ionio.

Da vedere:E' inevitabile, giungendo a Guardia Piemontese, soffermarsi davanti alla Porta del Sangue il cui nome è legato indissolubilmente alla strage dei Valdesi il cui innocente sangue si riversò dal Castello fino alla porta stessa e da lì verso il mare. Ma tutta la parte centrale dell'abitato è di grande interesse storico e architettonico. La chiesa Domenicana conserva l'antico coro ligneo del XVI-XVII sec. Notevoli le iniziative a supporto del recupero della storia e della tradizione: in quest'ottica sono da visitare il Centro di Cultura "Giovan Luigi Pascale" e il Museo della Civiltà Contadina. Il belvedere di Guardia, il punto più alto è quello dell'antica Torre, è uno dei più incredibili di tutta la Calabria: nelle giornate di buona visibilità si riesce a dominare tutta la costa che va da Capo Vaticano a Capo Palinuro. Guardia Piemontese è punto di partenza di ottimi itinerari naturalistici anche di facile percorribilità.
Eventi:Il patrono di Guardia è S. Andrea Apostolo che viene festeggiato il 30 novembre. A settembre si tiene il Festival del documentario sulle minoranze, la cui prima edizione si è svolta nel 1999. La gastronomia è piuttosto ricca e, per ciò che concerne i dolci, spiccano le "pittule" e le "crocette" preparate in concomitanza con il Natale.


giovedì 28 gennaio 2010

Città di Paola

Città che ha dato i natali al Santo Patrono della Calabria "SAN FRANCESCO DI PAOLA", e insieme meta religiosa, culturale e turistica.Al santuario si possono ammirare i luoghi legati alla vita del Santo, molto ben conservati e oggetto di culto e di pellegrinaggio dei fedeli come la Cappella, il Chiostro e la biblioteca all'annesso Monastero. Paola è anche un importante snodo ferroviario, con tutti i treni a lunga percorrenza per tutte le direzioni. Grande importanza anche dal punto di vista viario, con la superstrada Silana-Crotonese, infatti è possibile giungere agevolmente alla città capoluogo Cosenza in trenta minuti e proseguire per l'altopiano della Sila in un'ora per arrivare fino a Crotone sul mar Ionio dopo poco meno di due ore in un alternarsi di scenari paesaggistici e naturalistici assolutamente unici. Da vedere:Il Santuario di S. Francesco è senza dubbio il monumento più significativo di Paola. Il Santuario risale al 1595 ed ospita le reliquie del Santo. Nel centro storico ci sono poi interessanti chiese: la chiesa della Madonna di Montevergine; la chiesa del Rosario; la chiesa Matrice; la chiesa di S. Franceschiello che ha un bel portale in arenaria; la chiesa di S. Caterina con un portale del 1493 e infine la casa natale del Santo, in piazza XXIV Maggio, ora trasformata in chiesa. Degni di nota i ruderi del castello aragonese con una torre cilindrica e una torre costiera del secolo XVI. Straordinariamente importante per la comprensione della pittura bizantina in Calabria, la chiesa di Sotterra in contrada Gaudimare ai confini con Fuscaldo. L'impianto, venuto alla luce nel 1876, è stato studiato con attenzione dall'archeologo paolo Orsi negli anni '20. All'interno dell'ipogeo tre cieli di pitture di cui alcune risalgono al X secolo.Si consiglia il "giro dei miracoli", itinerario che tocca i luoghi in cui compì eventi prodigiosi. Di estremo interesse tutto il centro storico di Paola. Vi si accede per la porta detta di S. Francesco. Attraversata la porta c'è la piazza del popolo con al centro la bella fontana in pietra arenaria che risale al 1600. Eventi:La festa patronale è, ovviamente, il 2 aprile e tra le manifestazioni più importante c'è la processione a mare. In agosto hanno luogo manifestazioni culturali e gare sportive.
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mercoledì 27 gennaio 2010

Santa Maria del cedro


S. Maria del Cedro si trova fra Scalea e Cirella. Il centro storico è ubicato alla fine della vallata verde di cedriere ed uliveti, ad un'altura di appena 116 mt s.l.m. e a 2 Km dalla litoranea. Lungo la costa invece si sta sviluppando la zona marina.Il Paese è famoso, e lo si deduce anche dal nome, per le coltivazioni di cedro, che qui sono abbondanti e con frutti raffinati. Questa particolare caratteristica è favorita dal clima umido e mite della zona e dalla favorevole posizione geografica che consentono la maturazione del frutto, sono pochi infatti i posti al mondo dove si produce questo agrume. La non elevata altitudine sul livello del mare e il clima mite e salubre fanno di Santa Maria del Cedro uno dei centri più graditi dai turisti. Il paese è graziosamente inserito alla finedi una vallata verde di cedriere e uliveti, da cui si diffonde un profumo intenso e inimitabile.
Da vedere:Le sue origini risalgono alla metà del XVII secolo, grazie all’abbandono forzato del paese di Abatemarco in seguito alla distruzione dall’omonimo fiume. A Marcellina frazione di Santa Maria del Cedro, si possono ammirare i resti della vecchia subcolonia della magna grecia di nome Laos. La ricerca archeologica ha portato alla luce un impianto urbano di origine greca dai notevoli spazi. Altri edifici di interesse sono i ruderi del Castello dell'Abatemarco, in prossimità dell'omonimo fiume, sulla strada che conduce a Marcellina e a Verbicaro, il Carcere dell'Impresa, costruzione del '500, dove la vegetazione è rigogliosa e vivono ancora specie protette di fauna e flora ed in cui abitò tra gli altri agli inizi del sec. XIX il grande matematico Giovanni Langillotta e la torre di difesa bizantina (altre torri difensive della stessa epoca nell'agro comunale sono la torre Longa e quella di Nucito).
Eventi:Sagra del cedro: si svolge nel mese di agosto nel centro storico, con degustazione di prodotti a base di cedro realizzati dalle aziende artigiane locali.Festa “S. Michele” il Santo Patrono, si festeggia il 29 settembre.Festa del “perciavut” tradizionale festa del vino novello. In tutti i bar e locali della zona si trovano gelati e granite di cedro. Immancabili, in ogni casa, liquori e infusi di cedro.



venerdì 22 gennaio 2010

Castagne



La castagna è un alimento completo ed utile ad affrontare il freddo invernale e ideale per chi svolge attività fisica. Le castagne si preparano arrostite (caldarroste) o lesse (ballotta). Per conservarle si fanno seccare, già sbucciate, o si cuociono in sciroppo di zucchero (marron glacè). La castagna, specie se di qualità grossa e saporita (marroni), entra in piatti di un certo rilievo, come il tacchino ripieno oppure vengono più semplicemente candite. La farina di castagne è la base di varie e gustose preparazioni sia dolci che salate. Caratteristiche della zona sono le castagne al mosto cotto.La raccolta inizia in autunno e, sebbene oggi l’impiego di macchinari sia diffuso, ci sono ancora molti contadini che la effettuano a mano, secondo la tradizione. È un ottimo ricostituente naturale, ideale per bambini e anziani, specie nella cura degli affaticamenti fisici e intellettuali..
È un alimento sano e nutriente ed è stato in passato un cibo essenziale del popolo in molte regioni italiane tra cui la Calabria. Originaria dell’Europa sud-orientale la castagna ha conquistato gran parte del continente al seguito delle legioni romane. Fino a qualche decennio fa, ricopriva un ruolo fondamentale nell’alimentazione delle popolazioni montane: tanto per le castagne, fresche o secche, quanto per la farina, per preparare il pane e la polenta.

San Nicola Arcella


Arroccato su un promontorio inaccessibile dal mare, si estende su un superficie di 11 Kmq, abitata da 1375 persone. Prende il nome da San Nicola da Tolentino. Sorge in una pittoresca posizione sull'orlo di uno strapiombo sul mare, in basso, al mare, si apre nella roccia una stupenda spiaggia con un suggestivo porto naturale, lungo la bella e frastagliata costa c'è la grotta marina dell'Arco Magno alla quale si accede attraverso una fenditura della roccia che forma un grande arco. Sia il centro storico che la parte nuova si trovano lungo la costa.
Da vedere:La spiaggia si sviluppa lungo tutto l'arco del golfo, fiancheggiata da grotte. Alle pendici del Pizzo Canal Grande, su cui si erge il centro urbano, si apre la spiaggia riparata da alcune formazioni rocciose verso est, si snoda mo' di anfiteatro la spiaggia della "marinella" e l'insenatura del porticciolo naturale chiusa dal promontorio sul quale si erge una cinquecentesca Torre Saracena. Nella spiagetta ai piedi di questo promontorio si può ammirare una sorgente subacquea di acqua dolce detta "u vuddritu". L'immancabile escursione in barca porterà alla grotta dell'Arco Magno composta da un arco naturale sul mare aperto. Essa introduce verso Nord alla grotta di Enea dove passando il traforo nella roccia giungiamo alla Grotta del Prete. Dal punto di vista storico invece gli edifici di maggiore interesse sono la Chiesa di San Nicola da Tolentino, sorta come piccola cappella della Visitazione della Beata Vergine Maria, nel XVI sec., fu agli inizi del '900 dedicata al Santo Marchigiano, Palazzo del Principe XVIII sec. e le torri di avvistamento costiere.
Eventi:La festa di San Nicola da Tolentino, santo patrono, festeggiata il 9 settembre con annessa fiera.Manifestazioni musicali durante il periodo estivo.

giovedì 21 gennaio 2010

Rafting

Il Rafting è la specialità sportiva che prevede la discesa di un fiume a bordo di gommoni senza motori, seguendo la corrente del corso d'acqua e orientando l'imbarcazione a colpi di pagaia. Ed è proprio un'esperienza di rafting che vogliamo proporre in questa escursione che certo diventerà indimenticabile. Si tratta di una "gita" che possono affrontare tutti almeno nella versione proposta dalla "Lao river club" che è un'associazione specializzata di rafting, una delle poche che esistono in tutta l'Italia meridionale. La partenza è di mattina presto ma non prestissimo. A bordo di una gip si arriva a Papasidero e da qui con i gommoni giù a valle per dodici chilometri sul fiume Lao, in uno scenario naturale di incomparabile bellezza con soste su spiagette e anse meravigliose con la possibilità anche di fare il bagno nel fiume che è il più pulito in Italia.
A fare da guida ci sono giovani espertissimi ma tutti gli escursionisti partecipano attivamente all'avventura dopo aver ricevuto prima della partenza tutte le indispensabili istruzioni. Il Lao, che è uno dei pochi fiumi navigabili tutto l'anno, è da qualche anno meta degli appassionati della canoa e dello sport fluviale. Chi, nonostante tutto, non avesse abbastanza coraggio potrà andare in auto fino a Papasidero e ammirare dalla strada qualche tratto del fiume.
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Immersioni in Calabria


Il tratto di mare che va da S.Nicola Arcella fino a Diamante è di grande interesse subacqueo. Il pescatore o il fotografo potrà trovare in questo tratto cose veramente interessanti. Gli unici consigli preliminari, oltre a quelli di tipo generali che tutti conoscono, sono che bisogna preferire Giugno, Luglio e Settembre. Immergersi ad Agosto, infatti, nel periodo di maggiore affollamento turistico potrebbe essere rischioso, salvo che non si sia attrezzati per le immersioni notturne che sono senz'altro da preferirsi.Dalla torre costiera di San Nicola Arcella a Capo Scalea, la parete esterna a picco continua su fondali che superano i 30 m prima di incontrare la base sabbiosa.
Tra la baia del Carpino e il comune di Scalea c'è un fondale ricco di grotte fenditure, canali, cornicioni, franate di massi. La piana alluvionale del fiume Lao e la sua spiaggia sabbiosa, ci separano per un tratto di 10 km dall'ultimo evidente tratto roccioso della riviera dei cedri: l'isola di Cirella e il tratto di mare antistante l'abitato di Diamante. Più interessante è il tratto costiero che va da Diamante agli scogli emersi di Santa Letterata. Al largo si estende una secca il cui fronte meridionale accidentato scende più o meno rapidamente fino a 20 m. Vi si possono ancora incontrare corvine , saraghi maggiori, qualche cerniotta.

martedì 19 gennaio 2010

Il Parco della Sila in mostra a Malta per la promozione del Turismo in Calabria


Esposizione dal 21 al 23 gennaio a La Valletta
Un appuntamento turistico importante per tutta la Calabria è in programma a Malta dal 21 al 23 gennaio nella Borsa della capitale La Valletta con una grande esposizione dedicata al Parco nazionale della Sila con i suoi prodotti enogastronomici e le sue meraviglie paesaggistiche.
L'iniziativa è stata realizzata grazie al rapporto sinergico tra l'Ambasciata italiana a Malta, il ministero dell'Agricoltura dell'isola e della Camera di commercio italo-maltese e porta il titolo “Calabria meets Malta:il Parco nazionale della Sila cuore verde del Mediterraneo”. Come dire un titolo che già in sé rappresenta il significato dell'intero progetto che è rivolto alla promozione e divulgazione all'estero, in particolare a Malta, dell'offerta turistica proposta dalla montagna calabrese, proprio come hanno fatto sapere attraverso un comunicato ufficiale dell'Ente.
Il Parco per questa importante occasione esporterà nella vetrina della Borsa a La Valletta le proprie tipicità sia per quanto riguarda il ricco patrimonio faunistico e ambientale sia l'offerta di iniziative e attività ricreative, sportive, culturali. Non solo.
Per l'appuntamento con il marketing della Calabria saranno esportati e mesi in esposizione i migliori prodotti dell'artigianato, e dell'enogastronomia che operano all'interno del Parco nazionale e che rappresentano un vero e proprio biglietto da visita dell'intero territorio silano e che sarà presentato, nel migliore dei modi, ai visitatori che saranno i turisti della nostra regione.
Insomma, per valorizzare il turismo di qualità e incentivare le visite nel territorio Calabrese il passaggio obbligato è quello della promozione dell'immagine produttiva della nostra regione in altri paesi.

Angela Mendicino


Soppressata


La Soppressata di Calabria ha forma assimilabile a un cilindro schiacciato sui lati. Al taglio si presenta di aspetto compatto ma morbido, mentre il colore varia dal rosso naturale al rosso intenso a seconda della combinazione di ingredienti naturali utilizzati (pepe nero in grani e pepe rosso, quest’ultimo sia dolce che piccante). Il sapore è molto caratteristico, più o meno intenso, generalmente piccante anche nella versione più dolce; la sapidità è equilibrata.


La Pancetta di Calabria


La Pancetta di Calabria ha forma rettangolare, il colore della parte esterna è rosso, marcato dalla presenza di polvere di peperoncino; l’aspetto al taglio è roseo, con striature sottili alternate di magro e di grasso. Il profumo è intenso, naturale, con buona sapidità. La stagionatura della Pancetta di Calabria deve essere fatta allo stato naturale in apposito ambiente, igienicamente sano, per non meno di trenta giorni.


Frittole



Il detto popolare “ti si mpìngiro i frittuli” (si sono attaccate sul fondo le cotiche) viene usato per indicare le persone scontrose e “ormai ci appuntaru i frittoli” (stanno per finire le scorte di cotiche) indica la fine dell’abbondanza di cibo. Questi detti testimoniano quanto sia radicata la lavorazione del maiale nella zona.Le cotenne del maiale, private di tutte le loro impurità, sono tagliate a pezzi di circa 10-15 cm, lavate con acqua calda e bollite in un tegame di rame con acqua salata. Si fanno poi raffreddare e si sistemano in recipienti di terracotta ricoperti di strutto. Hanno un periodo di conservazione molto lungo: circa un anno.
Si possono gustare fredde, riscaldate oppure si possono aggiungere ai ragù, alle frittate e nelle zuppe per dare più sapore.


Acciughe e sarde

Grazie alla particolarità dei fondali della zona, specialmente quelli di Diamante, e ai metodi di pesca e di trasformazione, le acciughe e le sarde al peperoncino hanno conquistato l stima dei consumatori di tutta la Penisola.Appena pescate le acciughe e le sarde vengono messe in salamoia e successivamente pulite ed aperte. Per confezionarle sono utilizzati i tradizionali cugnitti, vasi di terracotta smaltati dove vengono sistemate e cosparse di sale e peperoncino.
Sono ottime per antipasti, spuntini, zuppe di pesce, salse per primi piatti.

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Festa della Madonna dei Fiori


14 agosto a Cirella, con cocomerata serale sulla spiaggia.


Diamante


Posta al centro della Riviera dei Cedri, Diamante è soprannominata la Perla del Tirreno. La posizione geografica, i suoi circa otto chilometri di spiaggia dalle variegate combinazioni di sabbia e di colore, nonché il mare cristallino ed i fondali sempre diversi, ne fanno una delle mete turistiche più belle della Calabria.
E' un centro di origini recenti, fondato nel 1638 come pertinenza dello stato di Belvedere, appartenne ai Carafa fino al 1806, attualmente conta una popolazione di 5084 residenti su una superficie di 11,79 kmq. Il comune di Diamante comprende anche Cirella che è assai nota per i ruderi della città vecchia distrutta da Annibale.


venerdì 15 gennaio 2010

IL TEATRO CILEA DI REGGIO CALABRIA S' ISPIRA ALLA TRADIZIONE DELLA MAGNA GRECIA


Il più grande teatro della nostra regione, il Francesco Cilea di Reggio Calabria, ha una capacità di 1500 posti. Intitolato alla memoria del compositore originario di Palmi, le cui linee esterne sono ispirate all'architettura classica come voluto da un'idea del sindaco, Giuseppe Valentino, che ha voluto omaggiare la città reggina di un edificio che riprendesse l'architettura della Magna Grecia. La sala interna in stile ottocentesco segue un'andatura a ferro di cavallo, ripresa dalla tradizione classica italiana, sono presenti tre ordini di palchi e un loggione, divisi da un ampio palco reale al centro. Il Cilea si trova di fronte palazzo San Giorgio e occupa uno spazio compreso fra il corso Garibaldi, la via Cattolica dei Greci, via del Torrione e via Osanna, poi le stanze che si trovano al piano terra del Teatro sono state adibite per molti anni a uffici e ritrovi, mentre, i seminterrati utilizzati per l'esposizione di mostre e convegni. Qualche cenno storico. Il teatro Cilea è stato costruito soprattutto con l'avallo dell'allora ministro Giuseppe De Nava, e del primo cittadino Giuseppe Valentino, meglio noto come sindaco della ricostruzione in seguito al terremoto del 1908. Il progetto è stato realizzato dagli ingegneri, Domenico De Simone e Laviny, poi, l'inaugurazione nel 1931. In seguito son stati realizzati lavori di ammodernamento, ampliata la sala, è stata data nuova forma alla linea dei palchi, il soffitto ha assunto un aspetto sontuoso e imponente, tanto da fare del Cilea una fra le strutture più belle e funzionali d'Italia. Così nel' 64 serata di Gala per la seconda inaugurazione del Teatro reggino, con l'Opera di Verdi, “Il Trovatore”, alla presenza del sindaco, Domenico Mannino. Da qui per oltre un ventennio, il teatro Cilea ha vissuto un periodo d'oro in cui ha visto diverse compagnie di prosa, varietà e teatrali nazionali e internazionali, calcare il suo palcoscenico. Negli anni Ottanta, però, la Commissione di vigilanza della prefettura ha dichiarato inagibile il teatro a causa di lavori di ristrutturazione e adeguamento in base alle nuove normative antincendio. Da qui sono dovuti passare altri diciotto anni circa, affinché, il Teatro Cilea fosse restituito alla città di Reggio, in tutto il suo rinnovato splendore. Così dagli anni' 60 ad oggi, il Cilea vive la sua tradizione culturale, accogliendo artisti più rappresentativi del panorama internazionale.

IL TEATRO RENDANO DI COSENZA, OVVERO, LA TRADIZIONE DI FARE OPERA



Troneggia nel centro della storica piazza XV Marzo a Cosenza, di fronte la statua di Bernardino Telesio, il teatro di tradizione Alfonso Rendano. Si tratta di una struttura realizzata in stile neoclassico ottocentesco, con tre ordini di palchi, caratterizzato da decorazioni pittoriche in stucco, particolarmente evidenti sul soffitto, quest'ultimo realizzato dall'artista cosentino, Enrico Salfi. Il teatro di Cosenza, Rendano, è stato costruito dal Comune, su progetto dell'architetto Zumpano nel 1887, ma solo in seguito i lavori sono stati completati. Infatti, era il 20 novembre del 1909, quando la città dei Bruzi ha potuto vedere inaugurato il suo teatro che, per l'occasione, ha visto sul proprio palco la rappresentazione dell' Aida di Verdi. Poi, la storia riporta come nel corso dei bombardamenti il soffitto è stato distrutto da un ordigno che era invece destinato alla vicina fortezza del Castello Svevo. Nel 1953 sono stati avviati i lavori per la ricostruzione del teatro che nel'66 è stato nuovamente inaugurato con la rappresentazione dell'Aida di Verdi. Stessa Opera sulla quale si era aperto, per la prima volta, il sipario del Rendano. Solo in seguito, nel 1976, la splendida struttura neoclassica è stata riconosciuta quale “teatro di tradizione” grazie all'intensa attività culturale sostenuta dalla struttura. Una particolarità di questa opera architettonica, il sipario storico, dipinto dal napoletano Paolo Vetri agli inizi del'900, visibile ancora oggi, illustra l'arrivo nella città dei Bruzi, nel 1433, del duca di Calabria, Luigi III Angiò e di sua moglie Margherita di Savoia. Gli ultimi lavori di restauro sono fissati al 2003. In tutto il teatro può contenere 802 posti con sedie rivestite in velluto rosso. Il teatro di tradizione porta il nome di un celebre musicista cosentino, Alfonso Rendano. Nato a Carolei nel 1853, l'artista ha iniziato precocemente a suonare il pianoforte, superando l'esame di ammissione al Conservatorio di Napoli, e suscitando l'interesse di Thalberg e dello stesso Rossini che, entusiasta del talento del giovane Rendano, gli fece ottenere una borsa di studio. Il musicista Alfonso Rendano, morto a Roma nel 1931, si ricorda, in particolare, per l'opera Consuelo, rappresentata con successo sui palcoscenici di Torino e in Germania e l'invenzione del “pedale indipendente”, per potenziare l'interpretazione musicale al pianoforte. Il Rendano, in piazza XV Marzo a Cosenza, è raggiungibile facilmente dall'aeroporto di Lamezia con servizio bus, oppure in taxi o in treno (stazione Vaglio Lise) e da quello di Crotone, attraverso pullman diretto per Cosenza, poi il treno Sibari-Taranto, diretto nel capoluogo bruzio. In autostrada procedendo sulla A3, uscita Cosenza Nord oppure per Cosenza Sud, seguire le indicazioni per il centro città.
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IL TEATRO POLITEAMA SEGNA LA RINASCITA CULTURALE DI CATANZARO


Come dire una rinascita dopo la perdita di un patrimonio culturale. Così potrebbe essere riassunta la storia del teatro catanzarese. Il Politeama è il più giovane teatro italiano che rappresenta quel segno di continuità interrotto dalla demolizione del suo predecessore, il Real Francesco (detto Sancarlino, per la sua somiglianza con il teatro San Carlo di Napoli), abbattuto nel 1938, dopo oltre un secolo dalla sua costruzione. Il Politeama, è stato realizzato in base al progetto di uno degli architetti più apprezzati nel panorama italiano, Paolo Portoghesi, mentre gli impianti sono a firma dell'ingegnere Franco Portoghesi. La nuova struttura si rifà alla tradizione dei teatri italiani e ruota intorno a una sala a forma di ferro di cavallo, di 500 metri quadrati. Il progetto di Portoghesi affonda le sue radici nel mondo naturalistico, in particolare della botanica e della biologia, con richiami all'architettura classica senza tralasciare gli esperimenti di tecnica all'avanguardia. Lo stesso architetto ha sempre affermato di trarre spunto nelle sue opere dalla natura e dalle sue forme.

Il Politeama è anche considerata come la “casa del suono”, con l'utilizzo delle forme di strumenti quali la lira e il violino per le balconate, mentre, nei disegni delle stoffe, non manca il richiamo alla misteriosa commistione fra numeri e musica. Nella realizzazione della struttura, l'architetto, si è rifatto alla tradizione del teatro classico italiano. Infatti, il parterre del teatro conta 380 posti e segue un movimento ondulatorio su una superficie quasi concava, poi cinque ordini di palchi, decorati con stelle a sette punte e una capacità di posti fino a 550 spettatori. Il palcoscenico, poi, è attrezzato secondo le più innovative tecnologie per permettere la messa in scena di diversi spettacoli, lirica, sinfonica, danza, operetta, ma anche, prosa e musical. La città capoluogo di regione, con la realizzazione del Politeama - la cui inaugurazione è stata celebrata con l'aria del Nabucco di Verdi, “Va pensiero”, il 29 novembre 2002 - ha segnato una forte ripresa nella cultura cittadina ma anche regionale. Da sapere inoltre, che a ridosso del Politeama è possibile fruire del parcheggio multipiano, fra via Italia e la ex Statale 19 delle Calabrie. Il cartellone degli appuntamenti 2009-2010 del teatro catanzarese è variegato e ricco di nomi illustri della scena artistica internazionale. Il Politeama si prepara, infatti, ad ospitare sul palcoscenico artisti come Ennio Morricone (19 ottobre '09), Ryuchi Sakamoto (il 25), il 28 ottobre Nicola Piovani, per citarne alcuni, nell'ambito della rassegna culturale “Immagine e suono”.


lunedì 4 gennaio 2010

In Calabria il Turismo tutti i mesi dell'anno

Finalmente in Calabria si è entrati nell’ottica che per fare un buon marketing del turismo bisogna farlo tutti i mesi dell’anno, non soltanto a ridosso della bella stagione.
In questa direzione si è tenuto un incontro alla Regione, promosso dall’assessorato al Turismo, retto da Damiano Guagliardi, a Catanzaro nella sede del Dipartimento con i rappresentanti delle Province calabresi, degli Enti pubblici, associazioni di categoria delle organizzazioni sindacali componenti del comitato per le Politiche turistiche, in cui sono stati illustrati i metodi operativi per il rilancio competitivo dell’economia turistica in Calabria.
Efficaci operazioni di marketing territoriale da mettere in pratica fin da subito. L’assessorato - come informa una nota della Regione- sta lavorando per attuare la Legge sul riordino dell’organizzazione turistica regionale entro i primi mesi del nuovo anno.
Un altro momento di ritrovo tra tutti gli attori interessati a vario titolo nel settore turistico saranno chiamati a confrontarsi nell’ambito di una Conferenza regionale del Turismo, fissata per il prossimo mese di febbraio. Per quella data, saranno esposti i nuovi attrattori turistici, su cui costruire e far ruotare l’intera offerta del nostro territorio, come la cultura popolare, la produzione artigianale, il sentimento religioso, l’arte e la qualità enogastronomica.
L’obiettivo è quello di rendere attraente la Calabria creando un turismo attivo in tutti i mesi dell’anno.

Angela Mendicino
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