Legato al nome e all'attività della storica famiglia Amarelli il museo, unico in Italia nel suo genere, ripercorre la storia di quest'azienda che per prima ha commercializzato e lavorato la liquirizia ed è stata all'avanguardia a livello imprenditoriale, sociale e culturale. Esposti oggetti e arredi d'epoca, costumi e abiti, macchinari per la lavorazione della liquirizia, antichi documenti
Strada Statle Contrada Amarelli 106
Rossano (CS)
098.35.11.219
http://www.museodellaliquirizia.it
GIORNI E ORARI
Orario estivo, dalle 9,30 alle 13,00 e dalle 18,30 alle 20,00; giovedì apertura serale dalle 21,00 alle 23,00; negli altri periodi dell'anno dalle 9,00 alle 13,00
BIGLIETTI
gratuito
www.calabriaonline.com
mercoledì 31 marzo 2010
lunedì 29 marzo 2010
Museo Civico d'Arte Contemporanea Silvio Vigliaturo.
Le opere custodite all'interno del Museo Civico dedicato a Silvio Vigliaturo, sono frutto di una donazione finalizzata a dotare la Città di Acri di uno strumento culturale che faccia crescere la comunità e la proietti fuori dai confini regionali.
Ben 54 opere (dal 1961 al 1994) sono state donate dal curatore del Museo, Adriano Berengo, e da Vigliaturo, insieme ad altre 146 donate tra il 1994 e il 2004; infine, anche il figlio dell'artista, Valerio Vigliaturo, ha donato - dal 1961 al 1994 - 37 opere.
Il Museo Vigliaturo ha sede nel Palazzo Sanseverino Falcone, che fu fatto costruire e decorare da Giuseppe Leopoldo Sanseverino nell'arco di tempo che va dal 1707 al 1717.
Piazza Falcone, 1
87041 Acri (CS)
http://www.museovigliaturo.it
GIORNI E ORARI
tutti i giorni 9:00-13:00 e 15:00-19:00
CHIUSURA
lunedì
www.calabriaonline.com
Ben 54 opere (dal 1961 al 1994) sono state donate dal curatore del Museo, Adriano Berengo, e da Vigliaturo, insieme ad altre 146 donate tra il 1994 e il 2004; infine, anche il figlio dell'artista, Valerio Vigliaturo, ha donato - dal 1961 al 1994 - 37 opere.
Il Museo Vigliaturo ha sede nel Palazzo Sanseverino Falcone, che fu fatto costruire e decorare da Giuseppe Leopoldo Sanseverino nell'arco di tempo che va dal 1707 al 1717.
Piazza Falcone, 1
87041 Acri (CS)
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GIORNI E ORARI
tutti i giorni 9:00-13:00 e 15:00-19:00
CHIUSURA
lunedì
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giovedì 25 marzo 2010
Museo del Mare.
Una straordinaria racccolta di esemplari di conchiglie, flora e fauna marine esposta in questo suggestivo museo. Circa trentamila conchiglie e oltre duemila fossili, scheletri, pesci imbalsmati per esplorare il ricchissimo universo del mare. Accanto alla sezione naturalistica è allestita una racccolta di utensili e attrezzi legati alla costruzione delle barche e una collezione di dipinti a tema
Via Prangi
Pizzo Calabro (VV)
GIORNI E ORARI
apertura su richiesta
BIGLIETTI
gratuito
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Via Prangi
Pizzo Calabro (VV)
GIORNI E ORARI
apertura su richiesta
BIGLIETTI
gratuito
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martedì 23 marzo 2010
Museo Civico d'Arte Contemporanea Silvio Vigliaturo
Le opere custodite all'interno del Museo Civico dedicato a Silvio Vigliaturo, sono frutto di una donazione finalizzata a dotare la Città di Acri di uno strumento culturale che faccia crescere la comunità e la proietti fuori dai confini regionali.
Ben 54 opere (dal 1961 al 1994) sono state donate dal curatore del Museo, Adriano Berengo, e da Vigliaturo, insieme ad altre 146 donate tra il 1994 e il 2004; infine, anche il figlio dell'artista, Valerio Vigliaturo, ha donato - dal 1961 al 1994 - 37 opere.
Il Museo Vigliaturo ha sede nel Palazzo Sanseverino Falcone, che fu fatto costruire e decorare da Giuseppe Leopoldo Sanseverino nell'arco di tempo che va dal 1707 al 1717.
Piazza Falcone, 1
87041 Acri (CS)
http://www.museovigliaturo.it
GIORNI E ORARI
tutti i giorni 9:00-13:00 e 15:00-19:00
CHIUSURA
lunedì
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Ben 54 opere (dal 1961 al 1994) sono state donate dal curatore del Museo, Adriano Berengo, e da Vigliaturo, insieme ad altre 146 donate tra il 1994 e il 2004; infine, anche il figlio dell'artista, Valerio Vigliaturo, ha donato - dal 1961 al 1994 - 37 opere.
Il Museo Vigliaturo ha sede nel Palazzo Sanseverino Falcone, che fu fatto costruire e decorare da Giuseppe Leopoldo Sanseverino nell'arco di tempo che va dal 1707 al 1717.
Piazza Falcone, 1
87041 Acri (CS)
http://www.museovigliaturo.it
GIORNI E ORARI
tutti i giorni 9:00-13:00 e 15:00-19:00
CHIUSURA
lunedì
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lunedì 22 marzo 2010
Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide
Una raccolta completa che illustra la storia del territorio della Sibaritide dalla protostoria all'età romana. Sono esposti reperti e pezzi storici rinvenuti durante gli scavi archeoologici: fregi, capitelli, bronzi, materiale votivo, gioielli e ceramiche
Contrada Casa Bianca
87070 Terranova Da Sibari (CS)
GIORNI E ORARI
Tutti i giorni 9:00-17:00
BIGLIETTI
2,00 euro
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Contrada Casa Bianca
87070 Terranova Da Sibari (CS)
GIORNI E ORARI
Tutti i giorni 9:00-17:00
BIGLIETTI
2,00 euro
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venerdì 19 marzo 2010
Museo Archeologico Statale Capialbi.
Nel suggestivo Castello Svevo costruito da Ruggero II sono conservati reperti archeologici (oggetti sacri e quotidiani, elementi architettonici, monili, arredi funebri..) datati dal VII sec. a.C. al II sec. a.C. e provenienti da scavi effettuati nel territorio di Vibo Valentia e un'importante racccoltadi monete della Collezione Capialbi. Ospita mostre temporanee durante tutto l'anno.
Oltre a oggetti d’età preistorica provenienti dalla zona, frutto di scavi di una capanna dell’eneolitico e del rinvenimento fortuito di una spada del XIII sec. a.C. presso una tomba del VI sec. a.C., vengono al primo piano esposti i rinvenimenti dalle quattro aree sacre della città, di età magnogreca: i primi e più antichi reperti sono quelli della stipe votiva di contrada Scrimbia, databile dalla fine del VII sec. a tutto il V sec. a.C., consistente in ceramica corinzia, rodia e attica, anche di grande dimensione, bacili ed elmi bronzei, statuette votive e gioielleria di notevole qualità (orecchini, anelli, fibule, spilloni) in oro, argento e avorio. La stipe votiva di Cofino ha invece restituito in particolar modo alcuni pinakes di tipica produzione locrese e due modellini di tempietti particolareggiati in terracotta. Al piano inferiore sono esposti i reperti rinvenuti nelIe necropoli, comprese tra la fine del VII sec. a.C. fino al IV sec. a.C.; pezzo forte è la laminetta aurea iscritta in dialetto dorico-ionico, attestante il culto orfico, rinvenuta in una tomba femminile databile tra il V e il IV sec. a.C. Sono incisi consigli per il defunto una volta raggiunto l’aldilà. Segue la necropoli brettia di contrada Piercastello, contenente testimonianze della presenza dei bruzi nella zona (tesoretto di 867 argenti) e i nuclei antiquari privati, che espongono begli esempi di coroplastica (terrecotte arcaiche dal santuario di Scrimbia, antefisse a palmetta e a maschera silenica, sime dipinte) e ceramica (lekythoi attiche a figure rosse). Fra queste collezioni private spicca il monetiere Capialbi con i suoi rarissimi aurei locresi. L’esposizione continua con materiale di età romana: oltre a reperti in ceramica sigillata africana e aretina, sono presenti statue di marmo (notevole il busto di M. Vipsanio Agrippa, genero di Augusto), altri reperti (tegole bollate, statuette) e gigantografie di mosaici pavimentali databili tra il III ed il IV sec. d.C., provenienti dalle terme romane presso Sant’Aloe. Per finire si segnala un bel mosaico pavimentale, d’età imperiale, con fontane e scene marine.
GIORNI E ORARI
Tutti i giorni 9.00-19:30
BIGLIETTI
2,00 euro
RIDUZIONI
1,00 euro
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Oltre a oggetti d’età preistorica provenienti dalla zona, frutto di scavi di una capanna dell’eneolitico e del rinvenimento fortuito di una spada del XIII sec. a.C. presso una tomba del VI sec. a.C., vengono al primo piano esposti i rinvenimenti dalle quattro aree sacre della città, di età magnogreca: i primi e più antichi reperti sono quelli della stipe votiva di contrada Scrimbia, databile dalla fine del VII sec. a tutto il V sec. a.C., consistente in ceramica corinzia, rodia e attica, anche di grande dimensione, bacili ed elmi bronzei, statuette votive e gioielleria di notevole qualità (orecchini, anelli, fibule, spilloni) in oro, argento e avorio. La stipe votiva di Cofino ha invece restituito in particolar modo alcuni pinakes di tipica produzione locrese e due modellini di tempietti particolareggiati in terracotta. Al piano inferiore sono esposti i reperti rinvenuti nelIe necropoli, comprese tra la fine del VII sec. a.C. fino al IV sec. a.C.; pezzo forte è la laminetta aurea iscritta in dialetto dorico-ionico, attestante il culto orfico, rinvenuta in una tomba femminile databile tra il V e il IV sec. a.C. Sono incisi consigli per il defunto una volta raggiunto l’aldilà. Segue la necropoli brettia di contrada Piercastello, contenente testimonianze della presenza dei bruzi nella zona (tesoretto di 867 argenti) e i nuclei antiquari privati, che espongono begli esempi di coroplastica (terrecotte arcaiche dal santuario di Scrimbia, antefisse a palmetta e a maschera silenica, sime dipinte) e ceramica (lekythoi attiche a figure rosse). Fra queste collezioni private spicca il monetiere Capialbi con i suoi rarissimi aurei locresi. L’esposizione continua con materiale di età romana: oltre a reperti in ceramica sigillata africana e aretina, sono presenti statue di marmo (notevole il busto di M. Vipsanio Agrippa, genero di Augusto), altri reperti (tegole bollate, statuette) e gigantografie di mosaici pavimentali databili tra il III ed il IV sec. d.C., provenienti dalle terme romane presso Sant’Aloe. Per finire si segnala un bel mosaico pavimentale, d’età imperiale, con fontane e scene marine.
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giovedì 18 marzo 2010
Rapsodia per pianoforte alla "Città della musica"
Continuano gli spettacoli della quinta edizione della Città della Musica, organizzati dall’Assessorato allo Spettacolo e alle Manifestazioni culturali del Comune di Rossano, in collaborazione con il centro musicale Giuseppe Verdi di Rossano.
Il prossimo spettacolo musicale che andrà in scena domenica 21 marzo alle ore 19 al teatro storico Amantea Paolella sarà una rapsodia per pianoforte a quattro mani proposta da Tatiana Malguina e Rodolfo Rubino. Rodolfo Rubino ha iniziato lo studio del pianoforte con suo padre e si è diplomato con il massimo dei voti e la lode presso il conservatorio "S. Pietro a Majella" di Napoli nella classe della Signora Anna Maria Pennella. Ha poi continuato il suo percorso di studi col Maestro Boris Bekhterev a Bologna. Successivamente, presso l’Accademia di Santa Cecilia di Roma ha conseguito, brillantemente, il diploma del Corso di Perfezionamento Triennale di Pianoforte, tenuto dal Maestro Sergio Perticaroli, del quale ha anche seguito i corsi di perfezionamento al Mozarteum di Salisburgo. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e si è imposto in diversi concorsi pianistici nazionali ed internazionali: Medaglia d’oro della Regione Calabria, Premio Paulella -Napoli, Trofeo Ernesto Cop - Messina, AMA Calabria -Lamezia Terme, FIDAPA di Catanzaro, "Ennio Porrino"- Cagliari, "Pietro Napoli"- Livorno, Coppa Pianisti d’Italia - Osimo, "S. Rachmaninoff"- Morcone, Premio Europa - S.Marco di Castellabate, "Paolo Denza"-Capri, ecc.). E’ stato definito enfant prodige dalla stampa specializzata, in occasione della trasmissione di una puntata, che lo vedeva giovanissimo protagonista, dello storico programma televisivo di RAI 1 “Voglia di Musica”. Tatiana Malguina ha iniziato giovanissima lo studio del pianoforte. Nel 1989 ha terminato lodevolmente, nella classe della professoressa Galina Bolkhovitinova, il corso di piano del Liceo Musicale di Riazan. Nello stesso anno ha vinto il concorso per l’ammissione al conservatorio statale “L.V.Sobinov” di Saratov nella classe del Maestro Natan Benditsky (alunno di S. Nehaus), sotto la cui guida si è laureata brillantemente nel 1994. Nel 1997, accettando l’invito per insegnare pianoforte nel conservatorio di Ponta Delgada ha intrapreso una serie di tournées di concerti in tutto l'arcipelago azzoriano, in Portogallo continentale e in Italia, ottenendo sempre lusinghieri successi di pubblico e di critica. Nel 2004 è stata invitata dalla "Casa da Cultura" di Coimbra a commemorare il celebre compositore portoghese Carlos Seixas con un concerto-conferenza e nel 2006 ha commemorato l'anniversario mozartiano con un concerto per i "Festivais de Outono" nell'antico Museo di "S. Joana" di Aveiro. È da rilevare la sua intensa collaborazione, in formazioni da camera, con il pianista Rodolfo Rubino, il violinista Grigory Spector e la flautista Alessandra Giura Longo. Ha insegnato nei conservatori di Ponta Delgada, Figueira da Foz, Coimbra, Aveiro e molti dei suoi alunni sono risultati vincitori di concorsi nazionali ed internazionali. Per l’Assessore allo Spettacolo Antonella Converso “L’aver reso fruibile il teatro Paolella con dei concerti musicali gratuiti ha permesso a tanti rossanesi di visitare il nuovo teatro e di godersi spettacoli musicali di eccellenza e per tutti i gusti. Infine, il Direttore Artistico Giuseppe Campana vuole ricordare che l’ultimo appuntamento dell’edizione invernale della Città della Musica si terrà domenica 11 aprile quando si esibirà il rossanease Fabio Federico.
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Al teatro di Cassano è in scena Euripide
Note di regia: l'assunto che più mi premeva far emergere da questo mirabile lavoro di riduzione ed adattamento di Antonella Parisi, era l'icona di dolore e di disperazione tutta femminile. Da qui l'eliminazione delle figure maschili e del coro che vivono per alcuni aspetti nelle pieghe del testo attraverso le protagoniste.
Ecuba, Andromaca, Cassandra ed Elena tutte dentro un quadro di intensa vibrazione emozionale. Odio, disperazione, tenerezza ,smarrimento, folle lucidità, orgoglio e fierezza s'intrecciano in una tessitura testuale di dialoghi che scandiscono il ritmo allo spettacolo sorretto da una scrittura scenica che attraverso forti e precisi simbolismi dà calore e colore al quadro scenico. Paolo Lista. “LE TROIANE” di Euripide riduzione ed adattamento di Antonella Parisi con Antonella Parisi Fulvia Fasano Pascale Maria Teresa Antonetta Capriglione Regia di Paolo Lista scene e costumi: laboratorio Scenidea La particolare messainscena della compagnia Scenidea recupera, attraverso la riduzione del testo e l'adattamento di Antonella Parisi, l'icona del dolore tutto femminile. La poetica del dolore s'intreccia con la fierezza delle protagoniste mentre la scittura scenica operata dalla regia crea particolari e raffinate atmosfere evocative sorrette dalle musiche di Guido Valletta. TRAMA Dopo la presa di Troia, i Greci sorteggiano come schiave le donne troiane, prede di guerra. Cassandra è destinata ad Agamennone. A Neottolemo, figlio di Achille, è destinata Andromaca, mentre Ecuba, la regina di Troia, è destinata ad Ulisse. Polissena, sua figlia, sarà immolata sulla tomba di Achille. Sulla scena della tragedia c'è anche la bellissima Elena, indicata dalle altre come la causa della caduta di Troia. • Solo quattro donne in scena per questo nuovo, felicissimo, allestimento delle Troiane. Antonella Parisi, infatti, autrice dell’adattamento, o forse sarebbe meglio dire riscrittura, interviene sul testo originale di Euripide con un’operazione di grande modernità e intelligenza: elimina il Coro e i personaggi maschili e tiene in scena, fin dall’inizio e contemporaneamente, solo Ecuba (la stessa Antonella Parisi), Cassandra (Fulvia Fasano), Andromaca (Antonetta Capriglione) e Elena (Mariateresa Pascale), in modo da creare un dialogo dove ciascuna di esse possa lasciar emergere le diverse ragioni del suo dolore e, nel caso di Elena, il suo doppio ruolo di vittima e carnefice, causa della sciagura e prigioniera essa stessa di un destino che ha contribuito a creare. Paolo Lista, regista dello spettacolo, immerge le quattro donne in un’atmosfera di attesa soffocante, in un ambiente che è al tempo stesso antico e moderno, simbolo di una tragedia distante eppure fin troppo contemporanea, quasi immobile nel suo eterno ritorno. E così lo stesso Cavallo di Troia, gigantesco dono di morte, non può far altro che trasformarsi in un cavalluccio delle giostre, uno dei tanti giochi infantili che la Storia dissemina lungo il suo percorso di dolore e di morte, tanto per far divertire gli uomini a uccidersi l’un l’altro. Lo spettacolo vive della bella prova delle quattro attrici, in particolare di Antonella Parisi, che dà vita a un’Ecuba di grande dignità, e di Mariateresa Pascale, un’Elena ricca di fascino inquietante, cinico e doloroso al tempo stesso. Ma lo spettacolo vive soprattutto di parole, di azioni, di silenzi che restano sospesi nell’aria come i brandelli di tessuto infilati nella rete che chiude la scena sul fondo, quegli stessi brandelli bianchi e immacolati che, con una splendida idea registica, le donne immergono in una tinozza d’acqua limpida per estrarli rossi di sangue e appenderli così, grondanti dolore, alla rete della loro prigione. Una prigione che è innanzitutto simbolica, conseguenza della loro condizione di donne che hanno perso i loro uomini, le loro case, le loro famiglie, che hanno perso tutto tranne la dignità. Ed è qui, nel dolore senza scampo, nella cupa sofferenza di chi sa che non ci sarà più spazio per alcuna gioia, che le quattro Troiane, così indifese, così deboli, sconfiggono i loro vincitori. Nel dolore che le avvicina alla comprensione della vita che, come la guerra, non conosce vincitori ma solo sconfitti.
mercoledì 17 marzo 2010
“Il finto morto” al teatro di Castrovillari.
Ottavo appuntamento con l’undicesima stagione teatrale di Castrovillari. Il Teatro della Sirena, Libero Teatro Popolare d’Arte di Calabria Citra porterà in scena “Il finto morto” di e con Giuseppe M. Maradei.
L’appuntamento, inserito nella sezione fuori abbonamento della stagione, è per sabato 20 alle ore 21,00 al Teatro Sybaris, con replica domenica sempre alla stessa ora. Ricordiamo che la stagione teatrale comunale è stata organizzata dall’assessorato alle politiche culturali con il prezioso contributo di Teatri Calabresi Associati diretto dal dott. Domenico Pantano e grazie all’impegno proficuo del vicesindaco del capoluogo del Pollino, la prof.ssa Anna De Gaio, del responsabile del Servizio Promozione Culturale, il dottor Fausto Ferraro, affiancati da Francesco Bartolini, Mimmo Chiarelli e Iole Trovato. I “Commedianti dell’Improvvisa” sono i protagonisti di “Il finto morto” ovvero: “Pulcinella cadavere ambulante per progetto”, farsa “all’antica” tratta da alcuni canovacci dell’“Arte”. L’“Improvvisa” è il carro con cui gli attori italiani hanno effettuato il loro viaggio più lungo attraverso secoli, popoli e culture, lasciando un segno indelebile del loro passaggio, della loro opera e della loro ricca e variegata esistenza. Sulla scena con Giuseppe M. Maradei (anche nelle vesti di regista): Rosario Rummolo, Filly Catapano, Elena Aganetti e Giani Colaci. Questo spettacolo è proprio un omaggio ai Comici dell’Improvvisa, ai veri ed autentici protagonisti di quella che ormai è notoriamente conosciuta da tutti come “Commedia dell’Arte”, a coloro, cioè, che della vocazione del Teatro fecero il loro “mestiere” e la loro vita, una vita fatta di stenti, inganni, imbrogli, amori contrastati, spacconerie, sospiri, equivoci, travestimenti, spade di latta, lazzi, frizzi e motti. I “Commedianti dell’Improvvisa”, celati dietro il cuoio delle loro maschere, sono stati i veri protagonisti di quella lunga e fortunata stagione che ha imposto la tradizione italiana sui palcoscenici del mondo intero. La recitazione cosiddetta “all’antica”, con tutto il suo mondo di luci e di ombre, rivive così nei colori del tempo. Un “teatro di mestiere”, fatto cioè da veri professionisti, per cui il testo diviene un mero pretesto, per sfoderare lo sterminato bagaglio tecnico di “lazzi”, “tirate” e “bravure”, per dar sfoggio di talento e maestria. Rievocando antichi canovacci, attraverso le maschere, ebbre di echi e visioni di feste popolari e riti arcaici, si vuole evocare il ricordo, le atmosfere e il gusto di un mestiere, in cui esuberanza e naturale trasgressiva irriverenza fanno rivivere, sulla scena nuda della memoria, visioni e frammenti di un luogo remoto ed incantato dove la fantasia regna sovrana sulle miserie quotidiane del reale. Nel Regno di Napoli, la Commedia dell’Arte sopravviverà al suo declino, sfociando nel repertorio popolare delle “Pulcinellate”, che tanto lustro e gloria hanno dato alle polverose tavole del San Carlino. Il Teatro della Sirena di Castrovillari è un Teatro “all’antica”, fondato dal M° Giuseppe M. Maradei nel 2002, sede di un Libero Teatro Popolare d’Arte che ne prende il nome. È centro di produzione, ricerca, studio, sperimentazione, promozione e formazione delle Arti e dello Spettacolo, con particolare riferimento al patrimonio tradizionalista meridionale. Esso nasce dall’incontro di varie professionalità che, dopo aver operato singolarmente per anni in compagnie nazionali, si sono riunite per dar vita ad un progetto di lavoro comune sul territorio, che può sintetizzarsi intorno ad un punto fondamentale: recupero di testi, linguaggi e tecniche della tradizione popolare per avviare un percorso di studio e ricerca verso nuove forme di drammaturgia. La sua struttura artistica, organizzativa e tecnica offre supporto e consulenza anche per l’ideazione, la direzione e la gestione di festival, progetti, rassegne ed eventi per conto di enti pubblici e privati. Oltre a svolgere un’intensa attività nell’ambito delle scuole di ogni ordine e grado, mediante corsi e seminari per alunni e docenti, tiene da anni un proprio Laboratorio Teatrale per bambini, giovani ed adulti. La sua Compagnia, presente in festival, rassegne ed eventi, ha in repertorio spettacoli e manifestazioni che vanno dal teatro scuola al teatro di piazza, dal teatro medioevale all’animazione dei centri storici, dal teatro religioso al teatro carnascialesco, dal teatro “all’antica” alla Commedia dell’Arte. Luogo di incontro, di confronto e dibattito fra artisti, intellettuali ed esperti che da anni svolgono sul territorio tali attività, il Teatro della Sirena, con i suoi atti, i suoi interventi, i suoi eventi, i suoi concerti, le sue rassegne, le sue mostre e i suoi spettacoli, si è imposto subito alla ribalta del panorama artistico e culturale della Calabria Citra, conquistandosi, fin dal suo nascere, un ruolo primario, divenendo punto di riferimento nell’area Pollino-Sibaritide per enti, associazioni e singoli operatori del settore.
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martedì 16 marzo 2010
Centro Studi Naturalistici del Pollino "Il Nibbio"
Interessante Museo naturalistico che espone una notevole quantità di specie faunistiche e offre numerose ricostruzioni in scala degli ambienti più significativi del Parco del Pollino e dell'intera Calabria. Diviso in quattro sezioni: Mammologica, Paleontologica, Ornitologica ed EntomologicaVico Annunziata 11
87013 Morano Calabro (CS)
0981.30.745
GIORNI E ORARI
orario invernale, tutti i giorni 10:00-13:00, 15:00-18:00; orario estivo tutti i giorni 930-13:00, 16:00-20:30
CHIUSURA
Lunedì durante il periodo invernale
BIGLIETTI
3,00 euro
RIDUZIONI
2,00 euro
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87013 Morano Calabro (CS)
0981.30.745
GIORNI E ORARI
orario invernale, tutti i giorni 10:00-13:00, 15:00-18:00; orario estivo tutti i giorni 930-13:00, 16:00-20:30
CHIUSURA
Lunedì durante il periodo invernale
BIGLIETTI
3,00 euro
RIDUZIONI
2,00 euro
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lunedì 15 marzo 2010
A Tropea frana la rupe.
Una pericolosa frana si è staccata dalla rupe sulla quale si erge la cittadina tirrenica. Il crollo di diversi massi è avvenuto nella serata di giovedì intorno alle 20,40 per riversarsi in un punto del lungomare cittadino adiacente l'ingresso del camping “Marina del Convento”. Un’ingente quantità di materiale tufaceo è venuta giù in seguito alle precipitazioni dei giorni scorsi che hanno ulteriormente appesantito e indebolito la roccia. Per un grande colpo di fortuna, si può dire anche un miracolo, nessuno si trovava nei pressi della zona interessata dall'evento franoso. Sul luogo della frana si sono prontamente recati, allertati da una telefonata di segnalazione, i volontari della Protezione Civile, coordinati da Antonio Piserà, e i carabinieri della Compagnia di Tropea che hanno provveduto a transennare l’area e ad inibirla al traffico veicolare e pedonale. Il luogo colpito è lo stesso in cui nel Settembre 2007 si è verificata una frana all'incirca della stessa entità ed in seguito alla quale il sindaco pro tempore ha provveduto a far costruire un muro in cemento armato per scongiurare il rischio che altri crolli arrecassero ulteriori danni alla zona e mettessero in serio pericolo l'incolumità di coloro che vi transitavano. Purtroppo questa volta il crollo ha interessato anche una parte del lungomare non delimitata dal muro rischiando davvero di creare seri danni. Una cittadina residente in una villetta che si trova proprio sopra della parte di rupe pericolante è stata sfollata per motivi precauzionali poiché i bollettini e le allerte facevano presagire il rischio di altri eventi franosi. Inoltre, proprio nella parte monitorata costantemente dai tecnici insiste un enorme masso che minaccia di cadere da un momento all’altro. Nella mattina di ieri i tecnici dell'ufficio tecnico comunale hanno effettuato un sopralluogo per verificare l'agibilità dell'edificio sfollato. Sul posto si sono recati anche i vigili del fuoco per determinare le procedure di intervento al fine di mettere in sicurezza la parte interessata frequentemente da tali crolli. Le prime rilevazioni degli esperti hanno determinato la decisione di confermare l’interdizione dello stabile pericolante e del tratto di lungomare interessato fino al lido Calipso poiché sono previsti altri crolli. Inoltre, nel corso dei prossimi giorni saranno programmati interventi al fine di rimuovere i massi che sono sul punto di cadere. I commissari Giovanni Cirillo e Maria Rosaria Luzza hanno provveduto a trasmettere la richiesta di ulteriori interventi alla Protezione Civile, alla Provincia, alla Regione e all’Autorità di Bacino che ha peraltro già in itinere un progetto di messa in sicurezza della parte di rupe interessata. L’ennesima emergenza territoriale dunque per una cittadina che ha già pendenti tante emergenze. Tropea è un vero e proprio cantiere che si spera possa essere dismesso in vista della stagione estiva.
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venerdì 12 marzo 2010
"La tela di Penelope" a Castrovillari
Ritorna la fortunata rassegna di cortometraggi ideata e organizzata dal Teatro della Sirena, di Castrovillari, con il patrocinio della Provincia di Cosenza, guidata al presidente on. Mario Gerardo Oliverio, assessorato alle Pari opportunità, main sponsor Gelateria Capani e dedicata alla figura femminile nello specchio del Medierraneo. |
Dal 23 marzo al 25 maggio 2010 (l'ultimo mese è dedicato alla sezione film), ben 14 corti e, da quest'anno, anche mediometraggi parteciperanno al concorso/rassegna diretta da Giuseppe Maradei. La prima serata aprirà la rassegna con un'altra novità, la sezione documentari, con due interessanti filmati sul tema della rassegna. Da fine aprile, poi, a fine maggio, la sezione film ospiterà 5 lungometraggi di genere. Le proiezioni (si svolgeranno nel Teatro della Sirena, via Ripoli 10/F – Castrovillari), sono previste di martedì, oltre il 23 marzo, il 30 marzo, il 13 aprile, il 20 aprile e poi il 27 aprile e il 4, 11, 18 e 25 maggio, sempre alle ore 21. La rassegna è nata nel 2007 per affrontare il tema della donna che trae dalla sua storia, dal mondo, dal mito e dall’immaginario la forza per realizzare se stessa in una realtà che si richiama a modelli che non le appartengono e dai quali spesso viene esclusa o quantomeno condizionata. Dal 2008 la rassegna non prevede solo corti, ma anche una sezione dedicata ai film al fine di riportare “l’attenzione verso la condizione del mondo femminile”. Mente dell’evento il direttore artistico del “Teatro della Sirena”, Giuseppe Maradei, che organizza la rassegna insieme con l’assessorato provinciale alle Pari opportunità insieme con il suo staff, Carla Monaco e Rosario Rummolo, direttori organizzativo e tecnico. Scopo della rassegna è di coniugare la crescente attenzione verso il mondo femminile a quella verso il cortometraggio – un nuovo genere e alternativo di cinema - strumento che “è diventato - precisa Maradei - un momento di aggregazione e socializzazione con un pubblico sempre più vasto”. Le storie dei documentari italiani che apriranno la rassegna il 23 marzo raccontano storie di madri, come Antonella di “Ai Lov Itali”, di Emiliano Cribari e di partigiane “Innamorate della libertà”, di Erika Peirano e Remo Schellino. I corti e i mediometraggi, prodotti in Italia ma anche in Spagna, spaziano da “una vita da vivere”, quella di Anita in “La foglia perfetta”, di Paolo Budassi Frajese, alla storia noir raccontata da “Mai così... vicini”, di Emanuele Ruggiero, alle visioni oniriche di “La ragazza che veniva dal mare”, di Vincenzo Palazzo, e al tempo “che chiede la protagonista” di “Libra” (Bilancia”), di Carlota Coronado, corto spagnolo vincitore di ben 32 premi internazionali. Storie e storie, probabili e improbabili, raccontate nel giro di quattro minuti o di venti. Con personaggi anonimi ed anche alcuni volti noti del piccolo schermo, come Nino Frassica, interprete di “Mi chiamo Paoluccio” di Alfio D'Agata che racconta i turbamenti di una madre. Un altro filmato spagnolo in concorso “Con dos años de garantía”, di Juan Parra Costa, è stato finalista in 80 festival di 33 paesi, mentre altri corto/mediometraggi italiani sono stati già vincitori in altri concorsi italiani. Non mancano, infine, i corti made in Calabria. Da segnalare “A casa da Mily” di Fedele Tocci, pittore e musicista castrovillarese che il pubblico de “la Tela di Penelope” potrà ammirare anche nelle vesti di regista. I film d'impegno, proposti nella parte finale della rassegna, da fine aprile a fine maggio, contribuiscono a dare il là alla manifestazione che in soli quattro anni ha saputo ritagliarsi un importante e prestigioso spazio nell'ambito delle rassegne di cortometraggi, ampliando gli orizzonti e continuando con pervicacia a fissare l'obiettivo della macchina da presa sulla donna del Mediteranneo. La tratta delle bianche in Israele in “Terra promessa” di Amos Gitaï sarà solo l'inizio della fine.
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giovedì 11 marzo 2010
Balletto nazionale della Georgia a Cosenza
Uno spettacolo di musica e danza con orchestra che si terrà, domenica 14 marzo alle 18, sul palcoscenico del Rendano di Cosenza.
Direttore Artistico Ilja Sukhishvili
Programma di danze caucasiche e georgiane su musiche di autori anonimi del X e XII secolo
Uno dei più famosi complessi coreografici del mondo.
La compagnia fu fondata nel 1945 con l'intento di far conoscere alle nuove generazioni le antiche danze popolari georgiane, di riproporre quelle dimenticate e di creare coreografie nuove e originali. Grande rilievo nel turbinio delle coreografie, è dato anche alla parte musicale che viene eseguita direttamente dal vivo con l'Orchestra del Balletto Nazionale della Georgia composta da musicisti che suonano strumenti a percussione, a fiato e a corda tipici di quelle regioni mediorientali, trasmettendo una musica di autori anonimi del X e XII secolo, di gran vigore ritmico e di coinvolgimento di pubblico.
La Compagnia, per la serata del Rendano, ha scelto un programma di grande suggestione e interesse: diciannove quadri coreografici arricchiti da costumi sontuosi, dai colori sgargianti, di grande impatto visivo, ideati dal costumista S.Virsaladze, vincitore del "Premio Lenin".
La Compagnia, per la serata del Rendano, ha scelto un programma di grande suggestione e interesse: diciannove quadri coreografici arricchiti da costumi sontuosi, dai colori sgargianti, di grande impatto visivo, ideati dal costumista S.Virsaladze, vincitore del "Premio Lenin".
martedì 9 marzo 2010
Brunori Sas in concerto al Cinema di Cosenza
Il cantautore calabrese ha vinto il Premio Ciampi 2009 come Miglior disco d'esordio
Un concerto da non perdere quello in programma per stasera, 9 marzo alle 21, nel cinema Italia Tieri di Cosenza con la musica di Brunori Sas. Forse non ancora conosciuto al grande pubblico, ma lui, il cosentino Dario Brunori di strada ne ha fatta. Il suo primo album “Brunori Sas vol.1” è stato insignito del premio Ciampi 2009 come Miglior disco d'esordio.
I brani di questo artista della provincia di Cosenza, imprenditore mancato, sono dirette e disadorne, al contempo, disilluse e romantiche, ironiche e corpose, filtrate attraverso sonorità secche e retrò. “Un gusto retrò che è l'immaginario dei ricordi dei trentenni di oggi, rappresentati dai primi anni Novanta, un punto di non ritorno” per usare le parole del cantautore. Dario Brunori ha esordito, discograficamente, nel 2003 con il collettivo virtuale “Minuta” per cui ha firmato 3 brani in altrettante compilation tematiche.
I brani di questo artista della provincia di Cosenza, imprenditore mancato, sono dirette e disadorne, al contempo, disilluse e romantiche, ironiche e corpose, filtrate attraverso sonorità secche e retrò. “Un gusto retrò che è l'immaginario dei ricordi dei trentenni di oggi, rappresentati dai primi anni Novanta, un punto di non ritorno” per usare le parole del cantautore. Dario Brunori ha esordito, discograficamente, nel 2003 con il collettivo virtuale “Minuta” per cui ha firmato 3 brani in altrettante compilation tematiche.
Poi, nel 2005, ha fondato insieme a Matteo Zanobini e Francesca Storai la band “Blume” con i quali Brunori Sas ha pubblicato l'album dal titolo eloquente “In tedesco vuol dire fiore”.
Lavoro discografico che ha riscosso larghi consensi nell'ambito delle etichette indipendenti, tanto da essere premiato nel 2006 nell'ambito del Mei (Meeting delle etichette Indipendenti).
Brunori Sas è autore di canzoni e musiche per alcune serie d'animazione televisive e collabora con Andrea Zingoni di Rai Trade, Lanterna Magica e Melazeta. Il percorso musicale di Dario Brunori s'ispira alla tradizione italiana di artisti come Graziani, Rino Gaetano Ciampi e Santercole.
Lavoro discografico che ha riscosso larghi consensi nell'ambito delle etichette indipendenti, tanto da essere premiato nel 2006 nell'ambito del Mei (Meeting delle etichette Indipendenti).
Brunori Sas è autore di canzoni e musiche per alcune serie d'animazione televisive e collabora con Andrea Zingoni di Rai Trade, Lanterna Magica e Melazeta. Il percorso musicale di Dario Brunori s'ispira alla tradizione italiana di artisti come Graziani, Rino Gaetano Ciampi e Santercole.
Angela Mendicino
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lunedì 8 marzo 2010
ASTRONOMIA E METEOROLOGIA DEI PESCATORI DI TROPEA
Mostrano grande apprensione quando appare in cielo una cometa, perchè credono che sia foriera di carestia, di disastri e di malanni per la povera umanità. Ora noi facciamo una rapida escursione sulla volta celeste, soffermandoci a questi astri che esse conoscono e così ci faremo un'idea chiara delle loro conoscenze astronomiche.
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venerdì 5 marzo 2010
L'amore ai tempi di Facebook
Castrovillari — Arriva nel capoluogo del Pollino lo spettacolo «Chat a due piazze» di Ray Cooney, con la partecipazione straordinaria di un mattatore delle scene come Raffaele Pisu, per la regia di Gianluca Guidi. L'appuntamento, inserito nel cartellone dell'undicesima stagione teatrale comunale, è per mercoledì 10 Marzo alle 21,00 al Teatro Sybaris. |
Raffaele Pisu si aggiunge quindi ad altri grandi nomi del panorama nazionale come Mariangela D'Abbraccio, Elisabetta Pozzi, Carlo Simoni e Patrizia Milani già protagonisti di questa stagione, allestita dall'Assessorato alle Politiche Culturali e da Teatri Calabresi Associati. Una stagione che in continuità con quelle degli altri anni presenta spettacoli di elevata qualità per diversi palati di pubblico con le compagnie locali e calabresi oltre a quelle nazionali. Lo spettacolo che andrà in scena giorno 10, record d'incassi a Londra e a Parigi, è il seguito della famosissima commedia "Run for your wife", in altre parole "Taxi a due piazze", interpretata da Johnny Dorelli nel 1986 e poi ripresa qualche anno fa dal figlio Gianluca Guidi, che proprio in questo 'sequel' si cimenta alla regia. Fabio Ferrari, (lo ricorderete nei panni del simpaticissimo Chicco ne "I ragazzi della III C") è Mario Rossi, il protagonista di questa divertentissima commedia che tratta di amore e tradimento ai tempi di Facebook. Sette porte in scena, da cui entrano ed escono sette personaggi, per due ore di spettacolo al fulmicotone, la bigamia è solo lo spunto per raccontare l'imprevedibilità dovuta al villaggio globale del nuovo Millennio, dove tutto è in piazza e dove conoscersi è molto più semplice di una volta. Tutto va a gonfie vele per Mario Rossi, tassista romano, sposato da vent'anni a Barbara a Piazza Irnerio e nello stesso tempo a Carla a Piazza Risorgimento. Mario ha due figli adorabili, Alice a Piazza Risorgimento... e Giacomo, a Piazza Irnerio. Seguendo una precisa pianificazione di orari e turni di lavoro, riesce per anni a vivere nascondendo la verità. La vita gli sorride, il suo segreto è al sicuro, fino a quando un giorno i suoi due figli, una ragazza della prima famiglia e un ragazzo della seconda, si conoscono in chat su internet, e decidono di incontrarsi... A questo punto il povero tassista, aiutato dall'amico Walter, cercherà con ogni mezzo di mantenere il segreto della sua doppia vita. Come in tutte le farse di un maestro della comicità come Ray Cooney, vizi e debolezze umane danno lo spunto per creare un meccanismo irresistibile di situazioni esilaranti che finiranno per implodere una dopo l'altra. "Ray Cooney ha ottant'anni - dice Gianluca Ramazzotti, che nello spettacolo è Walter, l'amico e consigliere dello sfortunato protagonista - eppure è stato così' moderno da scrivere, 25 anni dopo, una commedia che parla di chat e nuove tecnologie, creando un meccanismo irresistibile di situazioni esilaranti che implodono l'una dentro l'altra. Noi ci siamo divertiti molto ad interpretarla, e credo che accadrà anche al pubblico". "Si ironizza sul fatto che i nuovi mezzi di comunicazione quasi non permettono di avere una vita privata - ha spiegato Ramazzotti - figuriamoci due. Con Raffaele Pisu (l’arzillo nonno), Fabio Ferrari e Gianluca Ramazzotti (che è anche produttore dello show insieme a Lea Martino), nel cast troviamo Miriam Mesturino e Lorenza Mario, che per la prima volta si cimenta in un ruolo attoriale di prosa, senza canti e balli. La stagione teatrale comunale di Castrovillari continua martedì 16 marzo con un altro campione della risata, Carlo Buccirosso e il suo “Vogliamoci tanto bene”.
CHAT A DUE PIAZZE DI RAY COONEY
con FABIO FERRARILORENZA MARIOGIANLUCA RAMAZZOTTIMlRIAM MESTURINOe la partecipazione straordinaria di RAFFAELE PISU
Versione italiana diLUCA BARCELLONACostumi diELENA PALELLAScenaNICOLA CATTANEOMusiche di scenaRICCARDO BISSO
REGIAGIANLUCA GUIDI
GLI ATTORI
RAFFAELE PISU in più di cinquanta anni di attività ha fatto teatro radio televisione e cinema. Esordì ai microfoni di Radio Bologna nell'immediato dopoguerra in trasmissioni di varietà. Quando comparve con Gino Bramieri e Marisa Del Frate nei "filmati" de “L'amico del giaguaro” (1961) il suo volto era già noto al pubblico; aveva, infatti, recitato in commedie brillanti all'italiana degli anni cinquanta, partecipato al varietà di Metz e Marchesi “Lui, lei e gli altri” (1956) e al teleromanzo-musical “Valentina” (1958). Nella trasmissione “Che domenica amici” (1966) lancia il personaggio di Provolino, un pupazzo che ebbe successo al punto da diventare protagonista di un disco per la Rca e di alcuni album a fumetti. Dopo un lunghissimo periodo di silenzio è tornato al suo pubblico nel 1989: alla radio con “Radiouno '90” (varietà di musica e sport della domenica mattina) e in TV con “Striscia la notizia”, in coppia con Ezio Greggio. Tra le sue apparizioni più recenti, quelle nelle miniserie televisive “Una vita in regalo” (2003) e “I migliori anni” (2008). Da segnalare anche la partecipazione a diversi film, come “Il trasformista” (2002), “Le conseguenze dell'amore” (2004) e “Non c'è più niente da fare” (2008).
FABIO FERRARI Figlio dell'attore Paolo Ferrari, inizia la carriera in teatro interpretando una serie di commedie dirette da Massimo Cinque e Claudio Carafoli. La grande popolarità gli è però giunta dalle tre stagioni de “I ragazzi della 3ª C”, dove ha interpretato il ruolo di Chicco Lazzaretti, un simpatico ultraripetente. Nel 1990 ha fatto ritorno in tv con la serie “College”, dove ha interpretato un antipatico e ruffiano cadetto, il capocamerata Emilio Baldani. La sua esperienza cinematografica è stata, comunque, caratterizzata dall'aver lavorato con Ettore Scola, Pupi Avati, Carlo Vanzina, Giovanni Soldati ed Enrico Montesano. In anni più recenti lo si è visto sempre più spesso impegnato in teatro, anche di genere brillante, per il quale ha interpretato fra l'altro “Il giorno della tartaruga”, di Garinei e Giovannini su musiche di Renato Rascel, al fianco di Maria Laura Baccarini. È nelle sale nel nuovo film di Avati “Il figlio più piccolo”.
a cura di Domenico Donato (per l'Ufficio Stampa della XI Stagione Teatrale Comunale)
FABIO FERRARI Figlio dell'attore Paolo Ferrari, inizia la carriera in teatro interpretando una serie di commedie dirette da Massimo Cinque e Claudio Carafoli. La grande popolarità gli è però giunta dalle tre stagioni de “I ragazzi della 3ª C”, dove ha interpretato il ruolo di Chicco Lazzaretti, un simpatico ultraripetente. Nel 1990 ha fatto ritorno in tv con la serie “College”, dove ha interpretato un antipatico e ruffiano cadetto, il capocamerata Emilio Baldani. La sua esperienza cinematografica è stata, comunque, caratterizzata dall'aver lavorato con Ettore Scola, Pupi Avati, Carlo Vanzina, Giovanni Soldati ed Enrico Montesano. In anni più recenti lo si è visto sempre più spesso impegnato in teatro, anche di genere brillante, per il quale ha interpretato fra l'altro “Il giorno della tartaruga”, di Garinei e Giovannini su musiche di Renato Rascel, al fianco di Maria Laura Baccarini. È nelle sale nel nuovo film di Avati “Il figlio più piccolo”.
a cura di Domenico Donato (per l'Ufficio Stampa della XI Stagione Teatrale Comunale)
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giovedì 4 marzo 2010
Il Volo di Wim Wenders in anteprima a Catanzaro
Una storia d'integrazione e accoglienza ambientata in Calabria che sarà proiettata in anteprima nazionale a Roma il 19 marzo prossimo. Subito dopo, il 20,l’appuntamento è al teatro Masciari di Catanzaro, per il cortometraggio «Il volo», girato dal regista tedesco Wim Wenders. Nella pellicola si racconta il tema dell’accoglienza e le immagini sono state girate tra Badolato e Riace.
Al centro del cortometraggio,le vicende di un bambino, Peppino, che vive in un paese della costa calabrese ormai spopolato dove è difficile pensare anche di oprganizzare una partita di pallone, vista la mancanza di altri coetanei.
Ma nel paese arriva un gruppo di giovani immigrati africani a bordo di un barcone, creando scompiglio nella piccola amministrazione locale con successive e animate discussioni sulla possibilità di accoglierli. Saranno proprio il bambino e il sindaco del paese a dare alla vicenda una svolta decisiva con un finale a sorpresa come capita a ogni fiaba che si rispetti.
«Il volo», è stato il primo film-fiction a essere realizzato con la tecnica della stereoscopia tridimensionale.
Angela Mendicino
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mercoledì 3 marzo 2010
"Cena a Sorpresa" al Rendano
La storia di “Cena a sorpresa” - che sabato e domenica prossimi 6 e 7 marzo sarà sul palco del Rendano - rappresenterà occasione di ivertimento ma con quell'invito alla riflessione che accompana la sceneggiatura di Neil Simon: tre uomini e tre donne, ovvero tre ex coppie si ritrovano a una elegante cena organizzata, a loro insaputa, dall'avvocato che ne ha curato i divorzi.
Meccanismi imbarazzanti e comici si alternano a momenti di riflessione sulla vita di coppia, sull'amore e sulle scelte che hanno portato alla rottura.
Il finale della cena?...a sorpresa.
Dopo la sfavillante versione italiana del musical “Hairspray”, l'America si riaffaccia nel teatro Rendano di Cosenza con un cult della sua drammaturgia contemporanea, la celeberrima commedia The Dinner Party di Neil Simon che - nella sua inedita versione italiana - diventa Cena a sorpresa.
A New York è stato uno dei maggiori successi degli ultimi anni: due stagioni di messa in scena con un riscontro di pubblico e di critica davvero importanti.
E se nel cast americano spiccavano nomi di grande notorietà - tipo Henry Winkler, il Fonzie di Happy Days e John Ritter (indimenticato attore, popolarissimo anche in Italia negli anni '70 per il serial “Tre cuori in affitto”) - il cast italiano è veramente di prim'ordine: Giuseppe Pambieri, GiancarloZanetti, Benedetta Buccellato, Fiorenza Marchegiani, Miki De' Marchi, Simona Celi.
Nome eccellente anche per la regia di Giovanni Lombardo Radice, del quale si apprezza la sua splendida versatilità d'attore e al quale va riconosciuto il merito di aver molto contribuito alla scoperta italiana della drammaturgia contemporanea sia americana che inglese.
Angela Mendicino
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martedì 2 marzo 2010
Premio Ubu alla rassegna Primavera dei Teatri di Castrovillari
Il Vicepresidente della Giunta regionale Domenico Cersosimo ha incontrato questa mattina la stampa per presentare – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta - il prestigioso premio teatrale “Ubu”, vinto per il 2009, dalla rassegna "Primavera dei teatri", in scena a Castrovillari ed interamente finanziata dalla Regione.
"Questo premio - ha detto Cersosimo - è per noi motivo di grande orgoglio, segno di politiche lungimiranti che con una spesa relativamente contenuta pari a centomila
euro dà linfa ad esperienze di primo piano e fa crescere la nostra reputazione nei circuiti nazionali e internazionali del teatro". "In un'Italia - ha proseguito Cersosimo - che spende sempre meno in cultura, la nostra Regione va controtendenza ed investe seriamente nelle politiche culturali". La rassegna "Primavera dei teatri" è nata dieci anni fa come ribalta per la drammaturgia italiana emergente. Ogni anno sono decine gli spettacoli messi in scena in diverse location, oltre a laboratori, concerti e dibattiti che attirano pubblico e critica da tutta Italia. Ad animare l'evento è la compagnia "Scena verticale", rinomata per il suo teatro civile.
"A loro - ha detto ancora Cersosimo - va il mio personale ringraziamento. Sono la prova che la costanza, la sperimentazione e la capacità organizzativa alla fine premiano". Alla conferenza stampa erano presenti anche Saverio La Ruina e Dario De Luca, direttori artistici della rassegna e Settimio Pisano, direttore organizzativo. Per Saverio La Ruina "la Giunta Loiero ed il vicepresidente Cersosimo sono stati i primi a starci vicini, aiutandoci e facendoci sentire tutelati anche da un punto di vista economico". "La Regione ha visto lungo, gliene siamo grati" ha aggiunto De Luca.
Nessun dettaglio ancora sull'edizione 2010 della "Primavera dei teatri", che si terrà a Castrovillari dal 28 maggio al 6 giugno prossimi. “Di sicuro - ha concluso Cersosimo - c'è il nostro appoggio economico e morale almeno per il prossimo biennio".
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