Ritorna la fortunata rassegna di cortometraggi ideata e organizzata dal Teatro della Sirena, di Castrovillari, con il patrocinio della Provincia di Cosenza, guidata al presidente on. Mario Gerardo Oliverio, assessorato alle Pari opportunità, main sponsor Gelateria Capani e dedicata alla figura femminile nello specchio del Medierraneo. |
Dal 23 marzo al 25 maggio 2010 (l'ultimo mese è dedicato alla sezione film), ben 14 corti e, da quest'anno, anche mediometraggi parteciperanno al concorso/rassegna diretta da Giuseppe Maradei. La prima serata aprirà la rassegna con un'altra novità, la sezione documentari, con due interessanti filmati sul tema della rassegna. Da fine aprile, poi, a fine maggio, la sezione film ospiterà 5 lungometraggi di genere. Le proiezioni (si svolgeranno nel Teatro della Sirena, via Ripoli 10/F – Castrovillari), sono previste di martedì, oltre il 23 marzo, il 30 marzo, il 13 aprile, il 20 aprile e poi il 27 aprile e il 4, 11, 18 e 25 maggio, sempre alle ore 21. La rassegna è nata nel 2007 per affrontare il tema della donna che trae dalla sua storia, dal mondo, dal mito e dall’immaginario la forza per realizzare se stessa in una realtà che si richiama a modelli che non le appartengono e dai quali spesso viene esclusa o quantomeno condizionata. Dal 2008 la rassegna non prevede solo corti, ma anche una sezione dedicata ai film al fine di riportare “l’attenzione verso la condizione del mondo femminile”. Mente dell’evento il direttore artistico del “Teatro della Sirena”, Giuseppe Maradei, che organizza la rassegna insieme con l’assessorato provinciale alle Pari opportunità insieme con il suo staff, Carla Monaco e Rosario Rummolo, direttori organizzativo e tecnico. Scopo della rassegna è di coniugare la crescente attenzione verso il mondo femminile a quella verso il cortometraggio – un nuovo genere e alternativo di cinema - strumento che “è diventato - precisa Maradei - un momento di aggregazione e socializzazione con un pubblico sempre più vasto”. Le storie dei documentari italiani che apriranno la rassegna il 23 marzo raccontano storie di madri, come Antonella di “Ai Lov Itali”, di Emiliano Cribari e di partigiane “Innamorate della libertà”, di Erika Peirano e Remo Schellino. I corti e i mediometraggi, prodotti in Italia ma anche in Spagna, spaziano da “una vita da vivere”, quella di Anita in “La foglia perfetta”, di Paolo Budassi Frajese, alla storia noir raccontata da “Mai così... vicini”, di Emanuele Ruggiero, alle visioni oniriche di “La ragazza che veniva dal mare”, di Vincenzo Palazzo, e al tempo “che chiede la protagonista” di “Libra” (Bilancia”), di Carlota Coronado, corto spagnolo vincitore di ben 32 premi internazionali. Storie e storie, probabili e improbabili, raccontate nel giro di quattro minuti o di venti. Con personaggi anonimi ed anche alcuni volti noti del piccolo schermo, come Nino Frassica, interprete di “Mi chiamo Paoluccio” di Alfio D'Agata che racconta i turbamenti di una madre. Un altro filmato spagnolo in concorso “Con dos años de garantía”, di Juan Parra Costa, è stato finalista in 80 festival di 33 paesi, mentre altri corto/mediometraggi italiani sono stati già vincitori in altri concorsi italiani. Non mancano, infine, i corti made in Calabria. Da segnalare “A casa da Mily” di Fedele Tocci, pittore e musicista castrovillarese che il pubblico de “la Tela di Penelope” potrà ammirare anche nelle vesti di regista. I film d'impegno, proposti nella parte finale della rassegna, da fine aprile a fine maggio, contribuiscono a dare il là alla manifestazione che in soli quattro anni ha saputo ritagliarsi un importante e prestigioso spazio nell'ambito delle rassegne di cortometraggi, ampliando gli orizzonti e continuando con pervicacia a fissare l'obiettivo della macchina da presa sulla donna del Mediteranneo. La tratta delle bianche in Israele in “Terra promessa” di Amos Gitaï sarà solo l'inizio della fine.
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